Introduzione
Inizio di Febbraio, nel Web, sotto un video comico, che ironizzava sulla Presidente della Camera dei Deputati, condiviso sulla pagina ufficiale di Beppe Grillo, vengono pubblicati centinaia di commenti estremamente violenti verso la Presidente stessa.
Pochi giorni dopo, Bollate, una rissa all'uscita da scuola tra due ragazze quattordicenni indigna la nazione, in parte anche a causa dell'indifferenza o dell'incitamento mostrato dalla folla di coetanei attorno a loro. Subito pronte pagine facebook pro o contro le due ragazzine dove squadre di indignati cercavano di rendere giustizia insultando l'una o l'altra sugli stessi social network.
Pochi giorni fa, Cittadella, una ragazzina, sempre quattordicenne, si suicida lanciandosi da un albergo, dopo gli insulti anonimi ricevuti su Ask.fm. Il sindaco della cittadina, chiede a gran voce che venga chiuso il suddetto sito web.
Parte I: Odi et Web
Questi fatti elencati nell'introduzione non sono così peculiari. Certo fanno effetto e alcuni ti muovono anche emotivamente, -abito in provincia di Padova non lontano da Cittadella: non sono coinvolto nella vicenda e non posso assolutamente sapere cosa prova chi è coinvolto, ma mentirei se affermassi che la notizia, proprio per la sua vicinanza geografica, mi ha lasciato indifferente- ma, ormai, si incontrano sempre più spesso nella rete: insulti, e commenti politici carichi di estrema rabbia; risse tra giovani spettacolarizzate tramite riprese poi caricate su Youtube; anche il suicidio di una giovane a causa degli insulti su Ask è già successo e neanche troppo tempo fa. Solo non in Italia, ma in Inghilterra. Era lo scorso agosto. Hannah Smith. Sempre quattordicenne, sempre suicida, sempre a causa degli insulti ricevuti sulla rete. Ed anche in quel caso, ci fu chi parlò di boicottaggio verso i "vile website". Era il Primo Ministro inglese, David Cameron.
Tutti questi diversi casi vanno, in maniere e modi differenti, ad interagire con il presunto odio del web. Presunto non perché non sia effettivamente nel web, ma perché si attribuisce a quest'odio la residenza intrinseca all'interno del mezzo stesso.
Pertanto, "chiunque vada sul blog di Grillo è uno stupratore", esistono siti "vili" che devono essere chiusi e Facebook incita al bullismo.
Nulla di più errato. Perché se nel web c'è rabbia, c'è odio, queste Cose non esistono lì a priori, ma vi entrano a causa nostra.
Non è il web che odia, ma siamo noi.
Certo, non sempre i commenti violenti sono sintomo di rabbia o odio in senso stretto. Ci sono diverse motivazioni psicologiche che si possono trovare, oltre alla semplice "valvola di sfogo". Voglia di emulazione, per sentirsi "più grandi", o desiderio d'apparire, quasi per avere i 15 minuti di notorietà di warholiana memoria ad ogni costo; o forse anche per gratificazione personale: poter insultare tutto e tutti dà comunque un senso di potenza nei confronti del Mondo. Il Trolling insomma.
Ma i fattori psicologici che spingono le persone a questi comportamenti, non sono il problema che voglio analizzare in questo post. Il problema, più profondo, che entra in gioco nelle varie situazioni è l'idea, più o meno inconscia, più o meno sedimentata, di un'apparente discontinuità e separazione tra il Web e il Mondo reale.
Parte II: Imago
Azione-Reazione; Causa-Effetto. legami logici che utilizziamo necessariamente per interpretare la realtà, quelle che Kant chiamava categorie.
Ma senza svilupparsi troppo nel campo filosofico, possiamo comunque, e più pragmaticamente, affermare che noi viviamo e ci comportiamo nella nostra vita quotidiana ben consci che i nostri atti portino sempre a delle conseguenze: carico la sveglia ed essa suonerà domattina, apro il rubinetto e sgorga acqua, uccido qualcuno e andrò in prigione.
Tuttavia questa categoria decade, nella percezione comune, quando si naviga nel web.
"ma è ovvio, il web è un mondo virtuale, mica quello vero!!!!!" penseranno molti.
E in parte hanno anche ragione: certamente il web e la realtà possono essere visti come due mondi diversi. Tuttavia la diversità non implica necessariamente discontinuità e separazione. Infatti, il mondo virtuale è diverso da quello reale quanto il tuo riflesso generato da uno specchio è diverso da te. Il mondo non è la totalità delle cose, ma la totalità dei fatti, diceva un altro filosofo, un certo Wittgenstein. Ed il mondo virtuale, per quanto non ha un oggetto fisico corrispondente, è sempre e comunque un insieme di fatti, espressi tramite un linguaggio che si configura sempre come un'immagine del mondo.
Pertanto, noi quando entriamo nel Web non entriamo in un ipotetica realtà a se stante, ma in un'immagine, che, in quanto immagine, riflette e interagisce sempre con il mondo reale. Così come le azione sul Web possono interagire ed avere conseguenze nella vita quotidiana.
Questo è il nucleo fondamentale, che bisognerebbe far capire agli internauti neofiti, giovani o adulti che siano, e dove anche lo stato dovrebbe intervenire. Perché se è vero che l'odio ed i comportamenti errati nascono prima di tutto dai cittadini, è anche vero che essi trovano una legittimazione nell'errata percezione di separazione del Web e nell'accusa rivolta più ai mezzi che agli Attanti.
Quindi, certo, educare prima di tutto. Ma se qualcuno incita allo stupro o al suicidio o, più generalmente, insulta pesantemente, le vie legali dovrebbero diventare la norma verso le persone che abusano dei mezzi e non verso i mezzi stessi.
W.M.
Fonti:
Grillo, Boldrini, Stupri: http://www.giornalettismo.com/archives/1334229/beppe-grillo-laura-boldrini-in-macchina-e-gli-insulti-sessisti/
Bollate, rissa: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_febbraio_07/botte-ragazzine-nessuno-interviene-aade6c5c-8fca-11e3-b53f-05c5f8d49c92.shtml
Bollate, Facebook: http://www.giornalettismo.com/archives/1344683/insulta-anche-tu-la-bulla-di-bollate-su-facebook/
Cittadella, Ask: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/02/11/Ragazza-14-anni-suicida-istigata-coetanei-social-network_10051573.html
Hannah Smith, David Cameron, Ask: http://www.express.co.uk/news/uk/420567/David-Cameron-urges-internet-users-to-boycot-vile-cyberbulling-sites
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