mercoledì 5 febbraio 2014

Il "volgarismo" che ci seppellirà tutti.


Recentemente mi è capitato più di una volta di sentire persone lamentarsi non riuscendo a capire quello che una persona, ad esempio un' istituzione, stesse dicendo.
Dapprima non ci facevo caso, abituato come sono a pranzare in fretta e completamente assorto nei miei pensieri; poi però ho notato un trend crescente in questa direzione, ed ho iniziato a prestare più attenzione a quello che veniva detto.
Risultato?
Capivo (escludendo i termini strettamente tecnici) tutto.
Il linguaggio mi sembrava il classico "linguaggio istituzionale": le parole più o meno ricercate, le espressioni gergali tralasciate, ma il messaggio di fondo, e il modo in cui questo veniva espresso, erano chiarissimi.
In quel preciso momento pensai che chi si stava lamentando poteva essere un operaio di cantiere, o comunque qualcuno che non avesse a che fare con termini astrusi, come invece succede a chi porta avanti studi liceali/universitari. 

"Caso chiuso", pensai.

Oggi, come ogni giorno in cui devo aspettare l'arrivo dell'autobus quei 10-15 minuti, si svolge davanti a me una scena vista fin troppe volte, ma che si riesce difficilmente a decifrare: dei ragazzi di prima superiore (quindi di età approssimabile ai 14 anni), che fumano e imprecano in pieno centro città. La particolarità della zona dove è situata la mia fermata è che è antistante una piazza con annessi condomini, e questi condomini sono abitati da gente più o meno anziana. Non credo che le imprecazioni abbiano dato il fastidio che causerebbero se urlate in un convento (abitando in Veneto fanno quasi parte del "patrimonio culturale"), tanto meno a me, agnostico convinto e critico. La cosa che mi ha invece stupito è il fatto che, quando il gestore di un bar vicino (quello dove solitamente pranzo) si è avvicinato per chiedere ai ragazzi di "abbassare il tono di voce" (cit.), questi se ne siano andati scimmiottando il barista per l'uso della frase "abbassare il tono di voce", come se il poveretto fosse ricorso a chissà quale termine aulico per chiedere a quei quattro cretini di darsi una calmata (giusto per chiarire la mia opinione sui quei bambini).
Ho anche notato come, crescendo, chi non ha mai capito quello che gli veniva detto, poiché espresso con termini non così moderni, non si fidasse per nulla della persona con cui stava parlando, preferendo la persona "alla mano".
Se questa riflessione si fosse fermata in termini sociologici, probabilmente ora non sarei qui a scrivere. Ho iniziato invece a notare come questo ragionamento sia applicato fin troppo alla politica: il "Vaffanculo" urlato in mille e ancora mille piazze italiane da Beppe Grillo; il "ball of steel" del premier Enrico Letta; le "barzellette" di Silvio Berlusconi. Tutti questi "volgarismi" non fanno che abbassare il livello di decenza politica italiana. Ma non è solo il formalismo della vulgata che perde colpi:


Tutti (purtroppo), ci ricordiamo dell'ennesima butta figura fatta dall'allora  presidente del consiglio Silvio Berlusconi: dopo la classica foto di rito alle UN, il rappresentante del centrodestra italiano, già famoso per alcune "gaffe", cerca l'attenzione del presidente Obama alzando la voce. A questo punto, la regina Elisabetta, bandiera di quell'eleganza tipicamente british, lo rimprovera chiedendogli gentilmente di abbassare la voce.
Questo forse è un esempio estremo di cattiva educazione, ma anche piccole cose possono portare a problemi via via maggiori. Il caso più recente che mi viene in mente è quello di "giacca e cravatta" dei parlamentari del Movimento 5 Stelle.

(credits per l'immagine a Messaggero.it)

Perché un atto così normale in molti posti di lavoro, viene invece (giustamente) stigmatizzato in Parlamento?
Perché la giacca e la cravatta sono il simbolo del rispetto, di quella formalità che contraddistingue le alte cariche dello Stato. Ciò che rappresentano quei pochi metri quadrati di stoffa è in realtà lo Stato italiano inteso come istituzione politica. 

E se decidessimo di spogliarci anche del rispetto e della politica, dove finirebbe il nostro paese?
Probabilmente a farsi (ancora una volta) sgridare dalla regina.

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