sabato 3 gennaio 2015

Un 2014.

[Attenzione: questo post, diversamente da tutti gli altri, contiene informazioni più o meno personali, mescolate con racconti di vita, quindi potrebbe non fregarvene una mazza; lo pubblico solo per sfizio personale, come tutto il resto che è scritto qui.
E' un medicinale leggere attentamente il foglio illustrativo, non somministrare a bambini, anziani, persone affette da problemi di cuore o da diabete]

Il 2014, nel bene o nel male, è stato un anno fantastico.
Non importa se nella vostra bacheca di Facebook troverete messaggi come "Addio 2014, mi hai fatto schifo" oppure "Dopo un 2014 così mi aspetto un 2015 fantastico". Ogni anno si migliora, ogni anno si cresce, e ciò può solo rendere quei 365 giorni ben spesi, anche se tre quarti del proprio tempo lo si è passato a giocare online o a sfogliare manuali di Dungeons&Dragons (sì me stesso, parlo con te).

Il mio 2014 è stato all'insegna di una parola: cambiamento.

C'era una volta un ragazzino abbastanza fortunato, aveva una ragazza, degli amici, una connessione ad Internet che faceva schifo ed era felice così (connessione a parte).
Un bel giorno sentì che qualcosa non andava, e decise di ribaltare completamente la sua vita nei mesi a seguire. Lasciò la sua ragazza, con la quale aveva una relazione ormai storica per i suoi standard, ma che non gli bastava. Concluse le superiori, nonostante lo scherzo alla fine della seconda prova: un 4/15 sui denti in matematica, punteggio che lo convinse per sempre a lasciare il fantastico paese di Numerolandia e che lo fa ancora andare in crisi respiratoria quando c'è da fare un calcolo con più di 3 decimali. Fortunatamente un alto punteggio in Carisma e molti punti abilità a Intrattenere gli fecero superare il boss di fine campagna: il terribile mostro Orale, e anche a pieni voti. Giunse quindi l'estate più stereotipata della storia: l'estate della maturità, in cui tutti gli studenti vanno in vacanza in terra di alcool e miele e dove la manna cade dal cielo sotto forma di patatine e sesso occasionale su una spiaggia.
Chiaramente il nostro eroe non vide l'ombra di tutto questo.
Decise di prendere una macchina, 7 amici, un mucchio di bagagli e di portarli per 860 km fino all'Isola d'Elba, alla faccia della sua patente presa solo pochi mesi prima e dal nuovo nemico, l'omino del sonno, sconfitto da dormite scomode sul sedile della macchina e dalla nuova arma, la RedBull, che richiese il terribile pagamento in papille gustative.
In preda alla più totale solitudine (nonostante fosse accerchiato da amici), decise di dare un'altra occasione all'amore storico e tornò con la sua ex, in barba a quello che dicevano gli amici, che nell'azzeccare le previsioni si rivelarono migliori della Cassandra nell'opera omerica, che superavano anche nel portare sfiga.
Ma. nonostante tutto, vissero per sempre felici e contenti.

No, scherzo, durarono 4 mesi.
Forte della sua rinnovata situazione da single e della più totale incoscienza su cosa volesse fare "da grande" (domanda che lo tiene sveglio tuttora), lo sventurato si iscrisse all'università, luogo magico dove al momento dell'iscrizione richiedono di sostituire ogni goccia di sangue con del caffè nero, non zuccherato, e anche un po' schifoso. La facoltà non importava, si sarebbe comunque ritrovato sotto un ponte a chiedere la carità, tanto valeva chiederla bene: scelse Comunicazione.
Qui, tra i banchi scomodi di un'aula imbucata di fianco a chimica nucleare, trovò nuovi, fantastici compagni di viaggio, che a suon di miele, dialetti vicentini e fumetti tutti i giovedì, lo tennero sveglio e lo distrassero dalle terribili slide scritte in rosso su sfondo nero di Storia Contemporanea, che ho capito gli orrori della guerra, ma non serviva farli provare anche a noi.
Arrivarono infine i due mesi più importanti nella vita di un nerd: ottobre e novembre, zeppi di fiere,  proiezioni di film al cinema e saldi su Steam. La prima fiera fu il "Gamesweek" a Milano, che lo lasciò con l'amaro in bocca, ma anche con un souvenir a volte dolce, e sempre bellissimo.
Giunse quindi alla grande sfida, il Lucca C&G. Il nostro intrepido eroe partì con i suoi fedeli compagni di disagio verso quella che si rivelò una delle esperienze più belle delle sua vita, che gli fece capire il valore dell'amicizia, della lealtà e dei soldi: "porcatroia li ho finiti e devo ancora girare metà fiera". Felice, stanco, e con debiti che non salderà mai (un saluto con la manina ai miei creditori), tornò in patria e aspettò il Natale giocando online, leggendo e occupando posti in aula studio, al grido di "studio altri 10 minuti e poi pausa caffè". Inno prontamente ripetuto ogni 15 minuti con relativo tasso di caffeina che neanche un coltivatore ecuadoriano.
Puntuale come la mancia della nonna arrivò anche la fatidica domanda "Che facciamo a Capodanno?", posta da almeno 6 persone diverse, chiaramente facenti parte di gruppi ben distinti fra di loro. Lo sfigatello non ebbe dubbi, e tornò il 2 gennaio dal più freddo e più divertente viaggio in montagna mai compiuto in vita sua.

Ovviamente 12 mesi sono tanti, e non si può riassumere tutto in poche righe, quindi, come sempre, prendo portafoglio e portachiavi e vedo cosa si è aggiunto e cosa se ne è andato.
Il portafoglio è pieno di scontrini, ma è normale, il mio feticismo per quei foglietti di carta è qualcosa di preoccupante e che non cambia con gli anni; posso vedere molti scontrini del solito bar, dove fanno i tramezzini più strani e più buoni del mondo, e gli scontrini della fumetteria, che occupo abusivamente per un'ora ogni giovedì prima delle lezioni. Ci sono un sacco di biglietti del cinema, il badge universitario, la tessera della biblioteca, una nuova tessera della libreria, monetine da 50 cent (per il caffè) e altre poche cose, di minore importanza. Il portachiavi è rimasto quasi invariato: chiavi della bicicletta, del cancelletto di casa (ma non della casa, rendetevi conto degli orari a cui devo rincasare) e il tappo della mia prima birra. Si sono aggiunte solo due cose: il "mini-badge" della palestra (a cui mi sono iscritto, rinunciando ai miei valori morali, a 300€ e ai muscoli della schiena) e una penna usb a forma di Darth Vader, il regalo di Natale della mia compagna di viaggio.

Ci sono molte persone che vorrei ringraziare per quest'anno, coppie che mi insegnano qualcosa ogni giorno; amiche che se ne vanno e tornano a giorni alterni, ma che non perderò mai veramente; e tanti, tanti, tanti nuovi amici che non mi fanno mai sentire solo, anche se sono le 23.50 di un sabato sera e sono a casa davanti al pc.
Ci sono stati giorni che hanno fatto schifo, se non intere settimane; giorni in cui mi dicevo "chi me l'ha fatto fare? Mollo tutto" e poi tornavo a scrivere un messaggio di scuse; giorni in cui sarei (e sono) rimasto sotto le coperte ad ascoltare musica, senza le forze e la motivazione per fare qualunque altra cosa.

Nonostante tutto è stato un anno di conquiste, di traguardi, di (poche) lacrime e di (tante) risate.
E sono sicuro che il meglio deve ancora venire.

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