lunedì 10 agosto 2015

I 18 milioni di dollari per "giocare".

"La scorsa settimana ho fatto da caster per tutti i giorni del TI5, tranne l'ultimo giorno, in cui sono andato al pubstomp"

Wait.

What?

A meno che non facciate parte di una (più o meno) ristretta cerchia di persone, non avrete capito mezza parola della prima frase.

Iniziamo quindi con un po' di definizioni.

Dota2: un MOBA, o più semplicemente, un videogioco a squadre (5vs5) in cui l'obbiettivo è distruggere la “base” avversaria sconfiggendo gli avversari. Il gioco è ESTREMAMENTE più complicato di così, con moltissime meccaniche numeriche e un grandissimo coinvolgimento anche a livello fisico (le tempistiche di reazione sono sulla scala di decimi di secondo) e personale (ovviamente essendo un team composto da 5 persone, ci deve essere affiatamento). Per chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza del gioco, rimando al sito italiano dota2clarity con il quale inizierò a collaborare a breve.

TI5: Abbreviazione di “The International”. Il più grande torneo mondiale di Dota2, con sede a Seattle. L'evento è ogni anno seguito da migliaia di persone alla KeyArena a Seattle e da centinaia di migliaia di persone su Twitch (sito internet specializzato nella trasmissione di videogames e tutto ciò che implicano). L'evento principale si svolge in 5 giorni, preceduti dalle qualificatorie in cui i team provano a guadagnare un posto al main event insieme alle squadre invitate dagli organizzatori.
Ovviamente come ogni evento sportivo (e su questo punto tornerò più tardi), c'é un montepremi, che quest'anno ha raggiunto i 18 milioni di dollari, di cui 6,6 al team primo classificato (che significa 1,3 milioni per membro). Il montepremi è partito da 1 mln ed è aumentato grazie all'acquisto di un oggetto nel gioco che concedeva alcuni “effetti grafici” e il cui 25% dei proventi andava al premio finale (con un guadagno netto da parte dell'azienda di 54 mln). Chiaramente insieme alle partite in sé erano disponibili negozi di gadget e sessioni di meet&greet con i giocatori.

Caster: Chi “commenta” le partite. Difatti, oltre ai classici commentatori ufficiali che commentavano sia all'evento sia su twitch, proprio su quest'ultimo erano presenti numerosi altri canali che commentavano le partite in francese, russo, e quest'anno, anche italiano. E' stata un'esperienza stancante: le partite si svolgevano in media dalle 18 alle 4 del mattino (ora italiana), con ma allo stesso tempo estremamente divertente ed interessante. Il feedback dato dal nostro piccolo pubblico (20-30 persone costanti, con un picco di 60) è stato estremamente positivo, nonostante la nostra inesperienza. Solitamente i “caster” professionali sono ex giocatori con decine di migliaia di ore alle spalle e con dei team tecnici che farebbero impallidire la rai quando trasmette la serie A. Siamo rimasti inoltre sorpresi nel vedere come il nostro lavoro sia stato apprezzato, poiché la Element Gaming, uno dei più grandi portali italiani di e-sports, ci ha proposto di collaborare per gli ultimi tre giorni, fornendoci i mezzi tecnici necessari e affiancandoci a giocatori professionisti della scena italiana di Dota2.

Pubstomp: La gran finale, svoltasi sabato sera-notte, è stata proiettata in alcuni cinema in eventi chiamati “pubstomp”: organizzatori di eventi appassionati a dota in tutto il mondo si sono presi la briga di organizzare l'evento e la Valve, azienda che ha creato Dota2, ha riconosciuto l'ufficialità di questi eventi, supportandoli con segnalazioni e, negli eventi con più persone, la possibilità di acquistare merce esclusiva dell'evento. In Italia ce ne sono stati 3: Torino, Catania e (fortunatamente) Padova. Io e i miei compagni di avventure ci siamo recati a quest'ultimo, trovando quasi 200 persone di tutte le età che tifavano chi per un team, chi per l'altro, in un'atmosfera veramente idilliaca per dei gamer quali noi siamo. E' sorprendente come anche in Italia inizino ad essere riconosciuti questi eventi.
Giusto?

Sì, ma dovrebbero essere riconosciuti in maniera giusta: è infatti di oggi, 10 agosto, l'articolo comparso su repubblica.it che linko qui .

Tutto qui?
Tutto qui.

La bellezza di 6 righe (5 e un paio di parole per essere precisi), in cui si nomina l'International, il montepremi, altri e-sports (di cui uno con il nome scritto male “Coulter-Strike “) e il fantasma del doping, tirando in ballo un certo Tory Friesen che avrebbe ammesso di aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Potrebbe essere una storia plausibilissima se non si andasse a cercare il nome su Google non trovando nessuna notizia in merito. E il fatto che la Repubblica sia arrivata prima di tutti sul pezzo o che non si parli online di un gamer che utilizza doping mi sembrano entrambi obiezioni abbastanza opinabili.
Non voglio iniziare il discorso “siamo in Italia, funziona così”, perché moltissimi altri siti più informati sul gaming online hanno scritto articoli molto interessanti (e senza inventarsi fantomatici giocatori). 

Vorrei solo informare i gentili giornalisti de “La Repubblica” che i loro colleghi oltreoceano di ESPN (uno dei maggiori canali di sport a livello mondiale) hanno dedicato un servizio, per quanto patriottistico, vista la vittoria degli americani, sull'evento. 
Vorrei inoltre ricordare che gli e-sports sono ufficialmente riconosciuti dal CONI come discipline sportive, con la creazione di un ente apposito, e che i giocatori devono sottostare ad allenamenti come tutti gli altri sportivi, oltre al mantenersi chiaramente informati sulle regole. 
Ed è triste vedere come non solo in America, Asia (dove i giocatori della nazionale di calcio sono stati spronati prima della partita dei giocatori di Starcraft, altro popolare videogioco), ma anche in Europa vengano riconosciuti gli e-sports, con la creazione di enti o addirittura scuole apposite.



Mi chiedo quindi: quando ci stancheremo di essere l'ultima ruota del carro?
Quando ci stancheremo di vivere in un paese dove chi pratica il calcio viene visto una spanna sopra agli altri sportivi?
Dove chi crea contenuti di intrattenimento (es youtube) viene additato come scansafatiche perché non si spezza la schiena in fabbrica o in miniera?
Volete la meritocrazia? Questa non lo è.
Quando ci decideremo, insomma, a fare quel balzo in avanti nel nuovo millennio, già in ritardo di 15 anni?
A voi la risposta.

Francesco


[I ringraziamenti questa volta sono d'obbligo: i primi, e più grandi, vanno a Walter, per avermi accompagnato nelle nottate di stream e alle mie sorelle, per averci sopportati e nutriti. Seguono poi Simone aka “Eiji” e Maurizio, dello staff della Element Gaming che ci hanno supportati e accompagnati fantasticamente. A Luigi, a cui ho fatto da cuscino al Pubstomp e a Noemi di dota2clarity; che questo sia l'inizio di una magnifica collaborazione]

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